Come si fa a vivere nel Male Collettivo e non farsi domande?
Come si vive il turbamento della disumanità senza esplorare questa esperienza di estraneità e non condividerla, non cercare insieme il senso? Come si vive, come si fa il lavoro di analisti, di docenti, di allievi e allieve senza misurarsi col dolore dell’assenza di senso?
Ecco: questa pagina è stata voluta come contenitore di domande, di ricerca di risposte forse parziali, certo mai definitive. E questo è un bene, perché la parola chiave che definisce questo spazio è ricerca. Cerchiamo di capire, indaghiamo nelle nostre menti, confrontiamoci con le letture di altre discipline, accogliamo qualsiasi considerazione compiuta, razionale, organizzata, diamo spazio e parole alle emozioni che ci turbano, alle sensazioni che ci impauriscono. E soprattutto facciamolo insieme. La solitudine rende mostruoso il conturbante: perché si trasformi in materiale integrabile occorre l’incontro, il confronto, lo scontro.



